CAMBIAMENTI (NON RICHIESTI)

Ci sono cose, in questo lavoro, che ti fanno davvero girare quelle che chiameremo scatole perché sono pur sempre una signorina bene educata.

E cosa, vi chiederete voi, può farlo più del lavoro stesso?

Oh, vi assicuro che è possibile. Succede quando impari alcune caratteristiche dei diversi turni lavorativi svolgendo da un pò di mesi questa ‘professione’ (co.co.co.co…. inevitabile che mi risuoni in testa il verso di quell’animale che da Cochi&Renato veniva definito ‘non intelligente’… lo si capisce da come guarda la gente!). 

Impari, ad esempio, che c’è una netta differenza tra un turno di mattina ed uno di pomeriggio. A parte l’inevitabile scazzo di lavorare fino a che fuori è buio (cit. Tiziano Ferro), che esci che tuttoèchiusoèoradicenailcorsoinpalestraègiàiniziatoeperl’aperitivoètardi, a parte la cosiddetta papagna (vedi anche: appisolamento) del dopo pranzo, proprio quando invece devi uscire e concentrare ogni tua capacità verbale, persuasiva e ricettiva per non addormentarti in postazione, capisci anche che c’è una netta differenza di CONTATTABILITA’, come viene definita dagli esperti del settore.

Di mattina, la percentuale di possibilità di trovare un titolare in sede e riuscirci a parlare sfiora, diciamo, un ottimista 80%. Il pomeriggio, le possibilità su 3 chiamate sono che a) 1 su 3 sia un fax/segreteria telefonica/occupato a vita, b) due volte su tre ti risponderà un’amabile segretaria/assistente/collaboratrice dicendoti ‘macché SIGNORA, ma ha visto che ore sono?! Secondo lei alle ore 16.27 il titolare è ancora qui?! Nnnnoooo, deve riprovare in mattinata!’, e via così fino a fine turno.

A parte situazioni straordinarie, zone particolarmente attive o con stile di vita simile al modello spagnolo (parliamo soprattutto del Sud Italia), è un dato di fatto. Il turno pomeridiano, per chi molesta i cosiddetti clienti business (ovvero le aziende e non le abitazioni private) è meno produttivo.

Rischi, in quattro ore di un part-time qualunque come il mio, di perderti in mille modi.

Di scrivere l’incipit di un romanzo tragicomico sul block notes dove appunti il tuo operato.

Di pensare ai 101 rapidi modi per porre fine a questa agonia.

Di minacciare il prossimo cliente perché ti ascolti e ti dia ciò che vuoi (un appuntamento, un maledettissimo appuntamento!!).

Di pensare seriamente di emigrare in Africa a fare la missionaria, tanto a livello di soldi in entrata non ti cambierebbe molto, ma lo farebbe a livello di soddisfazione personale ed appagamento.

Di lanciare un falso allarme-bomba e porre fine al turno con due ore d’anticipo.

Capite bene che, per tutti i ragionevoli motivi qui sopra elencati, quando la tua responsabile ti chiama per dirti che da domani il tuo turnodimattina diventa turnodipomeriggio per questioni di spazio, organizzazione e postazioni mancanti, ti girino un pò quelle che, come sopra, chiameremo scatole.

E vorresti pure dimenticare il bon ton e chiamarle PALLE. Perché l’idea rende di più, e perché ti senti un pò come se si stesse sparando sulla Croce Rossa.

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2 pensieri su “CAMBIAMENTI (NON RICHIESTI)

  1. Come ti capisco! E vuoi parlare di quell’ora tra le 13.30 e le 14.30, quando proprio non si trova nessuno, eppure l’orario di inizio è quello e non si discute? Parlo da tua ex collega – lavoravo in un posto simile, clienti business 😉 ma dopo un tot di mesi non ce l’ho fatta a proseguire… le giornate – per me intere – si bruciavano una dopo l’altra, lunghe e pesantissime, per portare a casa due briciole, al di sotto di qualunque minimo sindacale rispetto alle ore che spendevo… (anche tu a provvigione?) Soprattutto non vedevo prospettive, si continuava a proporre e riproporre lo stesso “prodotto” allo stesso giro di potenziali clienti, un sistema che non avrebbe portato a nulla. Però se non avessi avuto il sostegno economico che ho in famiglia, avrei continuato pur nella disperazione: di qualcosa bisogna pur vivere!
    Complimenti per il blog, ti faccio tanti auguri perchè possa diventare un punto di incontro per tutti i callcenteristi! A presto!

    • Ciao Chiara!! Grazie per la tua testimonianza da ex collega 😉 Io attualmente ho un fisso, ma ho lavorato anche a provvigione: e che ne parliamo afffà?! Come pure degli orari morti ma indiscutibili, quando i clienti a telefono ti rispondono stupiti e schifati che ‘a quell’ora’ tu possa essere ancora lì ‘a telefonare’ come se stessimo commettendo una serie di omicidi plurimi in diretta 🙂 Grazie per i complimenti e spargi la voce: almeno troveremo un modo di riderci su, più siamo meglio è! Torna presto! 🙂

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