AND THE AWARD GOES TO…

In genere l’ironia mi salva.

In genere riesco a gestire piuttosto bene le solite quattro ore del mio turno senza ricorrere ad ansiolitici e Xanax.

In genere sono talmente tanto autoironica da registrare sul mio block notes le risposte migliori, ci faccio una top ten (o un podio da tre posti, se non é un giorno di quelli molto ricchi), riesco a riderci.

In genere rispondo a tono dal microfono della cuffia, per sfogare un pò di stress e far capire al mio interlocutore di turno che serve rispetto, comunque, che già di per sé quello che sto facendo non mi riempie di giubilo e soddisfazione.

Si dà il caso che oggi non sia una giornata ‘in genere’, ma una giornata che (pur essendo mercoledì) somiglia tanto a uno di quei lunedì dopo una domenica bellissima, quelli che quando suona la sveglia vorresti buttarti sul pavimento sbattendo i piedi e piangendo come se non avessi più di quattro anni, quelli che non finiscono mai e l’unica cosa buona è che prima o poi FINISCONO.

Si dà il caso che oggi l’ironia non aiuti, il mal di testa si sia svegliato esattamente nello stesso istante in cui ho aperto gli occhi, la giornata sia andata di merda (capite il francese, si?) e io non riesca a recuperare un umore decente, nonostante cinquehodettocinque cucchiai (non cucchiaini) di nutella come se la prova costume fosse un concetto puramente filosofico.

Nonostante questo, piuttosto che lamentarmi e dirvi che l’unica cosa a cui penso in giornate come questa è tutto quello che manca, tutto quello che non ho, tutto quello che sto perdendo e tutto il tempo che sto sprecando, vi lascerò con le due perle di questo mio MERcoledì (dove MER ha un doppio significato), dopodiché mi direte se non ho un pò ragione, a scazzarmi in questo modo.

 

CASO 1 : BIPOLARISMO E SINDROME DI PERSONALITA’MULTIPLA

-E’lei la titolare, mi scusi?

-No, non sono io.

-Ah, ecco, io avrei gentilmente bisogno di discuterne direttamente con la titolare.

-Si ma ne stiamo già riparlando, a me non interessa!

-Ah, ma quindi é lei la titolare?

-No, la titolare non c’é.

-Ecco, bene, come le dicevo ho bisogno della titolare in persona. 

-Sono io.

-Ma se un attimo fa mi ha detto di no!

-Eh si, perché infatti é vero, però sono io la titolare.

(…)

CASO 2: MISTER SIMPATIA QUI NON C’E’

-Mi scusi, ma non mi risulta che questa attività sia un franchising, mi sbaglio?

-No signora é un franchising, la sede è a Milano.

-Ok, quindi fate capo direttamente a Milano?

-Si esatto, a Milano!

(Riaggancia credendo di farlo ma senza chiudere la cornetta sul serio, dice alla collega: Ahahahahhahahahahhahahahahhahh!!! La sede centrale a Milanooo!!! Ahahhahahahahahahah! Adesso chiamano a Milano cercando la sede centrale!! AhahHAhahHHAHAHAHAHHAHAHAHHAHA! Dopo essersi sbellicata di risate, riprende il telefono e…)

-Ma… Pronto?

-Si signora, sono sempre qui. La aspettavo per comunicarle che ha ufficialmente vinto il premio simpatia 2013!! E’contenta?

 

 

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4 pensieri su “AND THE AWARD GOES TO…

  1. Ciao Lilacci, credo che il tuo blog sia molto istruttivo per noi che siamo dall’altra parte della cornetta. Io di solito rispondo “signora, non mi interessa” e metto giù, Lo so che non è il massimo dell’educazione ma penso tu sappia che qualunque esitazione si paga con interminabili disquisizioni sul perché e percome non si vuole acquistare quel determinato oggetto o servizio. Mi è capitato anche di trovare persone maleducate che insistevano in maniera veramente sgarbata e anche di ricevere, come risposta a un mio “mi scusi ho un lutto in casa non posso stare al telefono” (quel giorno era mancata mia mamma) un bel “si, come no!” come risposta. Per cui adesso non lascio neanche il tempo di spiegare e taglio corto. Ma se hai un consiglio su come rispondere senza venir fagocitati lo accetto volentieri.

    • Grazie mille di questo commento Vale!! Ti confesso che lo aspettavo da quando ho aperto il blog. Volevo un confronto proprio con voi malcapitati (lo siete quanto noi, lo so!) dall’altra parte del telefono!!! Nel tuo caso, essendo non un’azienda ma un’abitazione privata, immagino chiamate per venderti biglietti di teatro, massaggi, surgelati e chi più ne ha più ne metta. ‘Grazie al cielo’ (ahahhahahahahahahha!) io sono lievemente più fortunata, chiamo solo le aziende e per conto di un ente nazionale, per di più non vendo ma prendo appuntamenti, quindi ho meno ‘motivi’ per essere sgarbata o aggressiva. Certo, come potrai capire dai miei post, a volte vorrei ucciderli tutti. 😉 Ma a noi, in formazione, hanno proprio detto di non insistere, o almeno farlo nei limiti del ragionevole: quindi nei 3/4 dei casi, se il cliente dice in modo perentorio ‘non mi interessa’, siamo tenuti a dire ‘la ringrazio, arrivederci’, e riattaccare. Magari pronunciamo una frase di più se neanche il cliente stesso è così convinto di quello che sta dicendo, ma non ci sono troppe insistenze, in genere. Comunque mi hai dato un’idea per un nuovo post in cui troverai tutte le risposte che cerchi 😉 Grazie ancora e torna presto!

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