OGGI E’ DUE

No, il post sul primo maggio io non l’ho scritto.

Perché sono stanca. E non mi riferisco alla stanchezza cronica da cambio di stagione (non solo, almeno).

Sono stanca di sentire sempre le stesse cose, e sempre solo a parole.

Perchè lo sappiamo tutti che in Italia, attualmente, non abbiamo nessun motivo per festeggiare il primo maggio. Non c’è lavoro, c’è crisi, ci sono gli esodati, i padri di famiglia disperati, i giovani senza futuro.

C’è di tutto, tranne che i motivi per festeggiare una festa ‘del lavoro’: lo sappiamo tutti.

Nonostante questo, però, per molti (e non intendo chi ha un lavoro e ha giustamente approfittato del giorno lecitissimo di riposo) ieri non è stato altro che un giorno per andare a sentire un concerto all’aroma di birra in una città a caso del Paese, dove un presentatore/cantante/contestatore a caso del Paese inveiva aggràtis contro lo Stato, il presidente nuovo, il presidente vecchio, i politici, il sistema, la casta e l’aria che respiriamo in Italia.

Mi viene sempre da chiedermi cosa questi miei coetanei (perchè spesso hanno la mia età, poco più o poco meno) facciano realmente per migliorare prima le proprie sorti, poi quelle della nazione che è pur sempre casa loro.

Sono stanca anche di quelli, ai miei occhi ancora più ridicoli, che sono espatriati in un punto X qualsiasi del globo, europeo e non, e non hanno poi fatto così tanta fortuna rispetto a noi poveri imbecilli rimasti a casa.

Fanno i camerieri (con stipendi più alti, direte voi: okkei, ed anche con un costo di vita maggiore, quindi chi conosco, almeno personalmente, non riesce poi a mettersi queste grandi cifre da parte dopo aver speso tutto tra affitto, mezzi e un pò di vita sociale), oppure, proprio come me, lavorano in un call center. Però arriva il primo maggio e dall’alto dei loro profili Facebook, Twitter o semplicemente al loro stesso profilo riflesso nello specchio, si sentono in dovere ed anche in diritto di dire che L’ITALIA FA SCHIFO, NON AVETE PROPRIO NIENTE DA FESTEGGIARE, MENO MALE CHE HO FATTO LE VALIGIE. Solo per il gusto di dire ‘vivo a unpostoacasochenonsial’italia‘.

Mi dispiace, ma non approvo. Questi discorsi li capisco da chi è andato fuori e ha trovato una vita, una stabilità, un lavoro, magari quello dei sogni e ben retribuito (e neanche poi troppo… lo sapete che molte delle nazioni più avanti di noi lo sono perché PRIMA DI TUTTO i loro cittadini credono nella loro patria? In America, come in Francia, come ovunque, non è tutto rose e fiori. Ma noi, dall’alto della nostra immobilità passiva, sappiamo solo dire ‘che schifo’ e dirlo, ridendo, a chiunque, connazionali e non, alimentando un’immagine vera solo in parte), ma NON da chi è lì ad arrancare esattamente come me che sono qui.

E’una questione di priorità, lo so: ma non sacrificherei il mio sole, i miei affetti, le mie abitudini e tutte le cose belle del mio Paese, perché ce ne sono, semplicemente per NIENTE, se non avessi un reale motivo. E non mi parlate di ‘nuovi orizzonti’: si può essere open-minded anche rimanendo a casa propria, in un milione e mezzo di modi.

Quindi no: io il post del primo maggio non l’ho scritto. Perché se la smettessimo con la retorica e le banalità gratuite e trasformassimo tanto accanimento in energia positiva, magari ognuno di noi contribuirebbe a migliorare l’1%.

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7 pensieri su “OGGI E’ DUE

  1. Che carina!! Ho visto, grazie mille 🙂 non appena avrò un pò di tempo leggerò per bene tutte le regole! P.S.esatto: proprio quello l’atteggiamento che intendevo! -.- Ancora grazie :)))

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