IN SVEZIA

In Svezia grazie si dice una cosa tipo taktak e ciao si dice una cosa tipo heihei.

Dicono grazie e ciao in continuazione, a chiunque, salutano e sorridono anche se sono in punto di morte.

Le commesse e le cassiere dei supermercati sono di una gentilezza assurda, ti dicono ‘welcome’ ogni volta che entri in un qualche posto, e non credo sia solo una tecnica commerciale, altrimenti perché non usarla anche in Italia?

La gente cammina sorridendo, come se potessero capitargli solo cose belle, e sembra sempre sapere dove andare anche se magari non è così.

Si lavora nei coffee bar con il wii-fi gratuito, a volte perfetti sconosciuti iniziano a scambiare idee e collaborazioni su due piedi.

I cinnamon rolls sono meravigliosi, e tutti sono a proprio agio nel nutrirsi di piatti ipercalorici con un apporto medio di carboidrati che farebbe impallidire anche un elefante.

Perfino le ragazze del McDonald’s ti accolgono come se stessero facendo il lavoro migliore del mondo e tu fossi il loro miglior cliente.

Hanno meno dieci gradi e il buio sei mesi l’anno… ma a giugno il sole non tramonta MAI.

Dunque una domanda mi sorge spontanea… Ma in Svezia, I CALL CENTER NON ESISTONO???Immagine

UN TESTIMONE CHIAVE

Dicevamo, a volte ritornano.

Nello specifico, io ritorno come gli avvocati di quelle serie televisive di terz’ordine che passa Rete 4 e che in pochi si filano: a sorpresa, con un testimone chiave.

Ebbene si, un commento qualche post più sotto, di un lettore di nome Lorenzo (tra l’altro: Lorenzo, dove sei finito? Attendo tue!) mi ha dato l’ispirazione per un nuovo post, per una volta con una voce differente.

Del resto l’intento di questo blog, oltre a convogliare tutti i miei istinti suicid-omicidi in una pagina virtuale, era anche quello di dare spazio a chi si trova in una situazione simile/uguale e ha voglia di sfogarsi. Così ho chiesto ad una collega di rispondere a questo breve ‘questionario’, alquanto banale in effetti, ma conciso e sintetico: volevo una testimonianza ‘a caldo’ di qualcuno coinvolto direttamente. E così… eccovi Ilaria: che, se togliete che è mia amica e sono di parte, non ha specificato che di lauree ne ha TRE (due triennali, una specialistica, su tutti gli argomenti esistenti al mondo dell’economia): perché si, noi ci siamo iscritte all’università credendoci davvero, ed eccoci qui oggi.

NOME:ILARIA 

ETA’:27

TITOLO DI STUDIO: LAUREA IN ECONOMIA E AMMINISTRAZIONE DELLE IMPRESE

VOTO DI LAUREA:105

QUANTO TEMPO FA TI SEI LAUREATA: 28/03/2012

ATTUALE PROFESSIONE: OPERATRICE CALL CENTER

DA QUANTO TEMPO: 4/9/2012

TIPO DI CONTRATTO DI LAVORO: CONTRATTO A PROGETTO

MEDIA DI CV INVIATI A SETTIMANA: 25

MEDIA DI COLLOQUI PER I QUALI VIENI CHIAMATA: 1

COSA ODI DI QUESTO LAVORO: LA STATICITà, L’ORGANIZZAZIONE, LA MONOTONIA, LA MANCANZA DI CRESCITA PROFESSIONALE, LA MANCANZA DI MOTIVAZIONE, LO STIPENDIO TROPPO BASSO, TUTTO CIò CHE COMPORTA SULLA SALUTE DI COLORO CHE LO SVOLGONO 

ASPETTI POSITIVI DI QUESTO LAVORO: MINIMO SALARIO INDISPENSABILE PER LA SOPRAVVIVENZA (OVVERO, CIO’ CHE SI PUò TROVARE CON QUALSIASI LAVORO E A CUI UNO DEVE NECESSARIAMENTE ADEGUARSI PER MANGIARE)

COSA TI PIACEREBBE FARE NELLA VITA: LAVORARE IN AZIENDA COME RESPONSABILE SETTORE MARKETING O, COMUNQUE, QUALUNQUE LAVORO CHE SIA INERENTE AL MIO TITOLO DI STUDI, CHE MI PERMETTA DI STARE A CONTATTO CON LA GENTE, CHE MI DIA LA POSSIBILITà DI ESPRIMERE LE MIE IDEE E METTERE IN MOTO LA MENTE OLTRE CHE POTER FAR EMERGERE LA PERSONALITà E DIMOSTRARE LA PROFESSIONALITà . (DI QUESTO, NULLA VIENE APPLICATO IN UN CALL CENTER)

QUANTE VOLTE TI E’STATA DATA LA POSSIBILITA’DI FARLO: MAI

COSA TI ‘AGGIUNGE’ QUESTO LAVORO (Attuale): INCREMENTA SOLO ASPETTI NEGATIVI COME LA DEMOTIVAZIONE E LA RASSEGNAZIONE

COSA INVECE TI TOGLIE (personalmente, economicamente): LA PERSONALITà E L’ESPRESSIONE DI IDEE. OLTRE A REALIZZARE DI BUTTARE TEMPO DIETRO UN PAIO DI CUFFIE E UN PC PER MENO DI 5 EURO A ORA.

Ilaria è una come tante, una delle tante. E’, tra le altre cose, una persona che io ho visto studiare libri su libri su schemi su appunti su riassunti, che ho visto scrivere tre tesi (e che attualmente le scrive agli altri, just for your interest), una persona, insomma, per cui l’università non è stata un nido di bambagia per 5 anni.

Ilaria ha lavorato in banca per sei mesi come stagista a zero euro di rimborso spese, neanche un buono pasto al giorno, nulla di nulla. Tolto questo, tolti lavori stagionali di cameriera e barista, tolte le serate di lavoro alla cassa di una discoteca perché almeno ti pagano, tolti otto miliardi di colloqui e ‘le faremo sapere’, se a 27 anni vuoi rimanere in città e non tornare al paesino, vivere con il tuo ragazzo e sentirti indipendente, in molti casi tra cui il mio, il suo e quello di altre millemila persone finisci a fare l’operatrice call center che se avessimo trovato lavoro come donne cannone in un circo credetemi, ci sarebbe andata meglio.

Una voce nel coro. Quante altre ce ne sono?