DI COLLOQUI ED ALTRE ASSURDITA’

Io sono una maestra di colloqui, ormai.

Anni di esperienza di invio compulsivo di curriculum vitae, ed una media di un paio di colloqui a settimana mi permettono di potermi autoproclamare guru del settore. Non è detto che un giorno, in libreria, non ci troviate una GUIDA AI COLLOQUI DI LAVORO: 101 MODI PER SOPRAVVIVERE SENZA COMMETTERE OMICIDI. Autore: Lilaccì. Prezzo: 9 euro (non uno in più).

Se sorvoliamo sul fatto che gli annunci di lavoro sono di una tristezza colossale e di una varietà che neanche la dieta più restrittiva (petto di pollo – arrosto di tacchino = operatori call center – procacciatori d’affari), bisogna partire da una premessa fondamentale.

Sul mio desktop, nella cartella CV, io ho otto curricula diversi. Non è il mio numero portafortuna: sono proprio otto. Memore delle volte in cui, ingenua e fiduciosa, sono andata a consegnarli nei negozi con tanto di laurea in bella vista e mi sono sentita rispondere ‘scusi, eh, ma lei con la laurea viene a cercarmi il posto da commessa?! guardi, mi dispiace….’, memore delle volte in cui mi proponevo per fare volantinaggio e mi è stato detto ‘ma lei ha qualche esperienza precedente nel settore?’ ed io ho candidamente risposto ‘bè, no… ma penso di potercela fare comunque a distribuire volantini per strada…’ e memore di tutte le volte in cui questi tentativi sono culminati in fantastici e sonori PLLLLLAFFFFFF (buchi nell’acqua), ho imparato la lezione.

C’è il CV ‘LilaccìB’, che sta per ‘barista’: laurea tagliata, esperienze nei bar allungate e sottolineate col grassetto, tolti i commenti tipo ‘problem solver; ottima capacità organizzativa’, sostituiti da ‘cockteleria e caffetteria di base, velocità e buona memoria’.

C’è il CV ‘LilaccìS’, che sta per ‘segretaria’ o qualsiasi ruolo amministrativo: laurea tagliata (si, le vogliono diplomate, basta e avanza e puoi pagarle di meno), tolti anche i lavori da cameriera e baby sitter (bè, signorina, come vedo lei ha spaziato in molti campi… cosa le fa pensare che questo possa essere un ruolo definitivo per lei?), sottolineato l’Excel anche se poi lo userai forse una volta al mese.

C’è il CV ‘LilaccìC’, che sta per ‘commessa’: laurea tagliata (echevvelodicoaffà?), lasciata l’esperienza di call center (è vendita!), enfatizzate le capacità relazionali e la tua disponibilità a lavorare anche nei week-end, festivi, superfestivi e pure il giorno del tuo matrimonio, se richiesto.

E andiamo avanti così… fino ad arrivare al CV ‘Lilaccì’, quello vero. Quello dove c’è la laurea, quello per i ruoli che sarebbero di mia competenza o quantomeno un po’ più vicini a ciò che ho studiato, di cui ho esperienza e che mi piacerebbe fare.

Vogliamo soffermarci su quanto sia triste, sconvolgente ed assurdo che su otto versioni, almeno sei siano senza laurea perché altrimenti non vengono neanche presi in considerazione?

Si: ho imparato a bluffare, mentire e raggirare, anche in fase di colloquio vero e proprio.

‘Ah, signorina, ma lei è giovane… E mi dica, mi dica, è fidanzata?’

‘Io? Macchè!! Io ripudio ogni tipo di relazione, sto benissimo sola e non ho la minima intenzione di avere figli e famiglia, né ora né mai!!’

‘Ah, mi scusi, una domanda fondamentale… lei non è laureata vero?’

‘Io? Io no, mi sono fermata al diploma…’

‘E come mai non ha proseguito, con la maturità classica?’

‘Bè, io volevo lavorare, gli studi non erano fondamentali per me…’

‘Ah, bene. No, sa, è perché noi le laureate non le prendiamo proprio in considerazione. Offriamo un posto da segretaria part-time, quattrocento euro netti al mese e poi le laureate sa come fanno? Prima dicono si, si, mi va bene, poi però sono spocchiose e appena trovano altro se ne vanno, mi lasciano a piedi e io devo cominciare a cercare di nuovo! Cose da pazzi guardi!’

‘Senta signorina, lei ha buoni requisiti.. Ma io ho bisogno di sapere una cosa, lei ha una vita sociale intensa? E’per caso una che pretende di uscire sempre ad un orario fisso, che ha impegni di sera o di sabato? No, perché a me serve la massima disponibilità!’

‘Assolutamente guardi. Io non ho vita sociale né amici, non vado in palestra né pulisco casa. All’occorrenza, ho un kit di accampamento davanti al pianerottolo dell’ufficio, molto utile, comprensivo di fornelletto a gas!’

Chi sa adattarsi supera le crisi, dicono. Vi farò sapere!

Annunci

9 pensieri su “DI COLLOQUI ED ALTRE ASSURDITA’

  1. Vero: ironica, intelligente, versatile e multitasking.

    Ma non va bene, ci vogliono un po’ rincoglionite: leggiamo Visto, adoriamo la De Filippi e i 400 al mese ci bastano perché l’importante è permettersi una borsa firmata.

    Tu sei un portento ragazza mia. Questa è una ricchezza. Non posso dirti che ti servirà per trovare un ottimo lavoro (anzi, mi rifiuto di dirtelo), ma so per certo che ti servirà per vivere come si deve, per cercare soluzioni idonee a te, ora e domani. E prendi pure per il culo il sistema, anzi fallo sempre perché è la tua salvezza, per quanto amara.

    Cerca sempre di non abbatterti, hai la fortuna di essere come sei, e non è da tutti! :*

    • Mi hai tolto le parole di bocca (o dai polpastrelli ;D ) dolce Bia… l’ironia (amara) è la mia salvezza! E mentirei se dicessi che in fondo, a parte in giorni particolarmente bui e neri, non sono fiera di ciò che sono!! Grazie, le tue parole sono sempre un bel regalo!

    • Vale… ma se te li dico qui tutti e 8, poi nel libro che ci scrivo?! 😉 P.S.se mai troverò una casa editrice disposta a pubblicarmi, ti avviso all’istante! 🙂 Grazie :*

  2. hai letto il buongiorno di Gramellini di oggi? Parla della ragazza che si é licenziata a Taiwan postando quel fantastico balletto su Ytube. E si conclude affermando l’amara verità, che molti ragazzi in Italia non lo faranno mai perchè non ce l’hanno proprio un lavoro da mollare.
    Anch’io ho avuto la stessa esperienza per la laurea scomoda. ho fatto un colloquio presso una ditta che produce attrezzature ospedaliere che cercava un’addetta al commerciale estero. io sono laureata in relazioni internazionali, col massimo dei voti, idem per la maturità linguistica. Ah, in corso e mi ero laureata da un anno al momento del colloquio, quindi ero giovane e rientravo nella tipologia dell’apprendistato (pur avendo già svolto altri lavori, al momento lavoravo presso il back office di una banca). quando mi presento mi dicono che il mio currimulum é ottimo, forse un pò troppo però, perché loro preferivano una diplomata, anche senza tanta esperienza, “poi la formiamo noi in azienda” mi dissero. Certo una ragazzata appena uscita da scuola ha meno pretese, o alternative, rispetto a quel lavoro. mentre io, se mi avesse chiamato un’altra banca o un’altra azienda per una posizione migliore, magari li avrei lasciati, costringendoli a trovare nuovo personale e formarlo da capo. e questo succedeva 5 anni fa, quando la situazione lavorativa era molto meno critica di oggi.
    a parte che io rimasi stupefatta che l’unica azienda che non cercava personale con esperienza l’avessi trovata io, e va bene. ma quello che è più sconvolgente è che un’azienda non può, secondo me, scegliere così deliberatamente di puntare su personale poco qualificato. insomma, si presuppone che chi é più preparato possa lavorare anche meglio, almeno per certe mansioni, invece no, non si è una risorsa ma un peso, un rischio per l’azienda. Io ho pensato a tante cose, la prima, che l’azienda in questione non fosse onesta col suo dipendente, perché se mi paghi bene per la posizione che ricopro e mi rispetti come dipendente, perché dovrei cercare di meglio? Anche per chi lavora può essere stressante e faticoso cambiare lavoro, e se non c’é un incentivo adeguato magari non lo si fa. la seconda,come potrà, con queste teste, la nostra industria risollevarsi? come potrà competere in qualità, visto che in quantità e prezzi è già condannata?
    per non parlare dell’handicap dell’essere donna. ho un aneddoto anche per questo, e se vuoi lo racconto!

    • Violetta si, ho visto quella fantastica ragazza, è andata dritta dritta tra i miei idoli 😉 Noi, qui, non abbiamo un lavoro da lasciare nell’80% dei casi, e se mai ce l’abbiamo chi si sognerebbe di lasciarlo, di questi tempi?! Purtroppo è come dici: la laurea è un deficit anziché un valore, un laureato costa troppo, pretende troppo, va in cerca di meglio… e se è un laureato donna, non ne parliamo proprio. I datori di lavoro italiani vivono completamente scollegati dalla realtà!

      • solo i datori di lavoro? Tutto l’apparato mi sembra… il teatrino di oggi è stato proprio l’emblema della follia che attraversa questo paese!
        Cmq, fammi gli auguri, è il mio compleanno oggi!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...