NON SONO FATTA PER SCEGLIERE

…ed è per questo che ho deciso di parlarne a voi.

Un parere, un consiglio, un ‘vaiall’altropaese’, tutto può essere utile in questo momento di alta crisi (mangiare mezzo frigo non è stato utile per nulla, invece).

Ho bisogno di diecimila consigli, e quindi anche dei vostri, dopo aver afflitto l’anima a mamma/sorella/amiche eccetera.

Premessa&antefatto: Lilaccì, ormai la conoscete, ha una laurea sudata e che le piace. Alla sua giovane (…) età ha già all’attivo tre assurdi e folli anni nel mondo del lavoro, di qualsiasi lavoro. Ha conosciuto l’ansia e la depressione da disoccupazione/call center/lavoro non pagato/cambio repentino di impiego ogni mese/tre part-time contemporaneamente. Lilaccì, quindi, è diventata molto meno coraggiosa e risky di un tempo, e vorrebbe calma e ‘stabilità’.

I fatti:

  • c’è un lavoro molto bello. Inerente alla sua laurea, coinvolgente, appassionante, con titolari sopportabili (che ogni titolare è insopportabile almeno al 20%, così come ogni lavoro ha le sue giornate solo-fotocopie, no?). Questo lavoro è full time ed ha un contratto che Lilaccì conosce già bene. Quel famosissimo cocopro (e il pulcino pio, e il pulcino pio). Questo lavoro ha una retribuzione bassa per il tempo da dedicargli (anche se accettabile rispetto ad altre retribuzioni del passato).
  • c’è un lavoro carino. Già fatto in passato, in un ambiente abbastanza friendly, con contatto con il pubblico e mansioni abbastanza inerenti ai suoi studi. E’più alta la percentuale di giornate solo-fotocopie, meno alto il coinvolgimento. Questo lavoro è part-time ed ha un contratto serio, uno di quelli che oggigiorno sono come l’unicorno. Questo lavoro ha una retribuzione decisamente buona per le ore di lavoro da fare, bassa perché si tratta pur sempre di un part-time che lascia quindi mezza giornata libera.
  • c’è un lavoro bruttino. Moooolto, ma mooooolto meglio di tanti altri lavori che Lilaccì ha dovuto fare nella sua vita, ma sono quasi il 90% le giornate solo-fotocopie, peraltro su argomenti che non centrano nulla con quello che le piace e che ha studiato, e sì, per quanto sia bello imparare cose nuove, queste cose proprio non riescono a coinvolgerla.Il titolare è un titolare: freddo, mette distanza, ma in fondo è una brava persona, soprattutto seria con i dipendenti. Questo lavoro potrebbe essere full-time o part-time (è da concordare), con un contratto ancora da definirsi e una paga accettabile e decente rispetto alle ore di lavoro.

Ora. Io lo so che si segue il cuore, si rischia, si deve cogliere il treno che passa solo una volta (perchè quel lavoro bellissimo ed inerente ai miei studi, che mi ci vedo a farlo a vita, si, probabilmente non lo ritroverò mai più), però. Però io mi ricordo ancora trooooppo bene com’era non avere un euro, non sapere se quei pochi euro ci sarebbero stati il mese successivo, svegliarsi con l’ansia per andare a fare un’intero turno di prontobuongiornovaffanculo, non dormire di notte perché il capo non ti paga e non sai più come fare e cosa chiedere. Per tutti i suddetti motivi nessuno escluso, io sono in profonda crisi. Ma taci direte voi, hai tre lavori tra cui scegliere, di sti tempi… vero, verissimo. Mi sento miracolata. Ma so di essermelo meritato e guadagnato, che ho fatto sforzi che neanche Ercole. Ora però devo decidere… e mi serve aiuto.

In omaggio un kit per il superamento dell’inverno (il kit comprende: una bustina di cioccolata calda in polvere, un set di ferri per lavorare la maglia, la vostra serie telefilm preferita, un libro) a chiunque sarà così gentile.

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13 pensieri su “NON SONO FATTA PER SCEGLIERE

  1. Tesorina Lila! Crisi vera eh?
    Allora, leggendo le tue righe e non sapendo nulla più mi è venuto da pensare questo: «Nessun dubbio, io sceglierei la seconda opzione».
    Quello che mi convince è:
    – contratto serio (è sempre utile, anzi, STRAutile nella vita. Malattia pagata, ferie? Sono un lusso che vale oro in certi momenti)
    – è part-time (ciò significa che ti lascia tempo libero per… qualsiasi cosa, anche fosse fare il lavoro dei tuoi sogni ma mal pagato. Chissene? Avresti le spalle coperte a questo punto)
    – ambiente friendly (niente vale più di non accoltellarsi tutti i giorni coi colleghi)
    – ben pagato (acciderbolina!)

    Escluderei senza dubbio l’ultimo. I motivi sono palesi: le fotocopie le farà la sorella di quel capo freddino con la faccia a forma di hewlett packard.
    E… escluderei il primo (ma solo perché sono più grande di te e ci sono già passata): lo sfruttamento non vale mai quanto la tua salute mentale. Ci sono prospettive? Non lo dici, questo potrebbe farmi cambiare idea ma è comunque un full time. Dovrei riuscire a innamorarmi anche del capo e dei colleghi (oltre che della mia mansione che già amo) per accettare di non avere praticamente più tempo libero per me. Altrimenti rischierei di odiare anche la mia professionalità (e il rischio è alto, le conseguenze atroci).

    Spero di non avere messo ancora più confusione. Odio dare consigli ma il tuo post così trasparente non potevo ignorarlo!

    • Ciao dolce Bia!!!! Grazie, in questo momento tutto mi è utile!! 🙂 Allora, per fare ulteriore chiarezza: il ‘ben pagato’ del secondo lavoro è ovviamente uno stipendio BASSO, ma è ben pagato perché le ore di lavoro sono effettivamente poche e come ti dicevo, rimane praticamente mezza giornata libera. Del primo lavoro, quello bello bellissimo: diciamo che sono già un po’ innamorata di capi e colleghi. Anche lì l’ambiente è ottimo (sigh) perché ci collaboravo già da qualche tempo… la sola pecca (grande e non trascurabile) è lo stipendio. Per un full time, è davvero basso. Prospettive future? E’tutto incerto. Mi hanno garantito un contratto di un anno, poi si vedrà… loro, ovviamente, dicono che ce ne sono e che si tratta di un anno di ‘assestamento’ per me e per loro. Io invece non credo più a nulla. Sono davvero davvero in panico totale!!!!! O.o grazie per il tuo tempo e il tuo pensiero 🙂

      • Figurati! È un piacere 😉
        Cmq rimango della mia idea, scegli la seconda opzione e chiedi ai primi di farti fare un part time. Se accettano sei sempre in tempo a trasformarlo in un full time, nel futuro, ma nel frattempo ti assicuri un’entrata certa e buona (per quanto possa esserlo) da un’altra parte.

  2. Sono completamente d’accordo con Bia!!
    Come Orazio ben sapeva, in medio stat virtus, e credo che, da come ne parli, la seconda opzione sia la più equilibrata per la tua serenità/la tua soddisfazione personale/il tuo portafoglio. Credo anche che, a ben vedere, in fondo tu abbia già deciso!
    In ogni caso, sono davvero contenta per queste opportunità, per destabilizzanti che siano, te le meriti, te le meriti davvero!
    Bacio!

    • Diciamo che per serenità e soddisfazione personale il primo sarebbe quello perfetto… ma NON per il mio portafogli! :/ Che tristezza dover scegliere tra quello che amerei fare e quello che dovrei fare! 😦 Grazie Vale, ne sono contenta anch’io… scegliere è brutto e traumatico ma poter scegliere è un lusso!

  3. ARgh… nessuno è fatto per scegliere, soprattutto tra queste opzioni.
    Comunque, la domanda che io ti faccio è: di quanto stipendio hai bisogno? Nel senso, se hai per forza bisogno di un full time pagato per tale, è ovvio che dovresti scegliere la terza opzione. Se puoi “tirare avanti” con un part time, perché non accetti il secondo e proponi anche al primo una collaborazione part time? Passato quello che chiamano anno di assestamento, se ci sono le condizioni per far diventare il primo lavoro un lavoro “normale”, nel senso retributivo del termine, bene, ti butti lì in toto, altrimenti hai sempre il tuo lavoro mezza giornata a pararti il sedere.
    Tra un anno potrai di nuovo cercare un full time classico che non ti entusiasmi ma ti dia le garanzie che cerchi.
    che ne dici?
    Ma, forse, il primo lavoro lo devi per forza accettare da full, vero? Altrimenti non saresti qui…

    • Esatto cara Violetta… perché collaboro con loro già da mesi, in part-time o per meglio dire in ‘collaborazione occasionale’… e dopo mesi è arrivata la loro proposta del full time per un anno. In concomitanza con l’altro!!!! Dato che io ne ho vissute di tutti i colori, comprese mille promesse di contratto a tempo indeterminato mai mantenute, ho paura di accettare il secondo (lo farei più che altro per il contratto) e poi ritrovarmi con nulla in mano ed aver lasciato il lavoro che mi piaceva davvero… è crisi nera!!! Ovvio, mi fanno più comodo i soldi di un full time, ma col part-time (almeno per un po’) riuscirei a tirare avanti. AIUTO O.o

  4. Ciao cara, piacere di conoscerti. E’ la prima volta che visito casa tua, molto carino qui! 🙂
    In ogni caso…un consiglio da un’estranea, precaria, col contratto in scadenza e esperta di ogni tipo di lavoro, retribuito e non, post-laurea.
    In media stat virtus. Pure la citazione latina, tiè!
    Io mi prenderei il lavoro namber tu. Che gli unicorni non si trovano più in giro,de ‘sti tempi. 😉

    • Ciao Princess… benvenuta! Il piacere è tutto mio. 🙂 Ed è molto gradito il tuo consiglio! In realtà tutto il mondo mi dice che devo accettare il lavoro numero due… ma io sono troppo, troppo tirata dal primo… Perchè mi piace tantissimo, si viaggia, si cresce ed è difficilissimo da trovare essendo di un settore particolare. Sono veramente in crisi nera!!! O.o

      • Guarda Lila, se il lavoro n. 1 ti consente di guadagnare come un part-time, pur essendo un full, e i soldi guadagnati ti basterebbero a tirare avanti, forse dovresti seguire il cuore e sceglierlo e vedere un po’ come va. Se le cose vanno bene, magari diventerà un full time a tutti gli effetti, anche remunerativi. Altrimenti, se è un lavoro professionalizzante, se “fa curriculum”, puoi sempre considerarlo un investimento per il futuro, anche se non durasse, ti darà delle competenze “spendibili” per trovare altro… diversamente dal fare le fotocopie, che sono tutti capaci, no?

      • Ecco, Violetta, è esattamente il ragionamento che mi autofaccio… si, sarebbe pagato diciamo poco più che un normale part-time, ed i soldi mi basterebbero per tirare avanti (ovviamente con molti giri alla cinghia e meno tranquillità nel fare shopping, certo..). Di sicuro rispetto all’altro, che è un ‘semplice’ lavoro di reception che ho già svolto in più contesti, si impara tantissimo. Diciamo anche che io in Italia non credo più nella spendibilità delle competenze… però si, farebbe abbastanza curriculum, ed io spererei di rimanerci. Insomma il cuore dice questo, la testa direbbe (con altri punti interrogativi) l’altro!!! Che ansia… però grazie a tutte, siete così carine!!

  5. qualsiasi cosa tu scelga, in bocca al lupo, meriti un lavoro degno di tale nome, sia che scelga il contratto sicuro che il bel lavoro.
    Certo, le tue perle sul call center ci mancano e ci mancheranno… posso chiederti che ne farai del blog? si evolverà in stile personale, lo affiderai a qualche “ex” collega di call center… o lo abbandonerai?

    • Grazie Violetta, sei davvero molto dolce!! Vi aggiornerò a dado ormai tratto 😉 Non ho intenzione di abbandonare il blog, in realtà, né di ‘cederlo’… vorrei semplicemente continuarlo nel modo più naturale possibile, ovvero parlando di me e di ciò che mi viene in mente. Sempre se avrete piacere di leggermi! Magari non avrò più ‘perle’ quotidiane, ma di sicuro sarà un’esperienza che non dimenticherò tanto facilmente.. O.o

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