DI PRIMI E PRIME VOLTE

Parli ancora con il tuo primo amore?
Purtroppo no, ma solo perché non c’è più. Col secondo, che non è il primo ma è stato molto più ‘amore’, invece ci parlo ancora, siamo molto legati.

Qual è stata la prima bevanda alcolica che hai provato?
Ve lo dico, sono andata direttamente sui superalcolici. Caipiroska!

Qual è stato il tuo primo lavoro?
Animatrice per bambini con un’agenzia. Ben retribuito e divertente, a saperlo!

Qual è stata la tua prima macchina?
La prima, ufficialmente, è stata una vecchia Punto, abbandonata dopo due giorni per la mitica e sola PANDA 4X4!

Qua’è stata la prima persona alla quale oggi hai mandato un messaggio?
Il mio ragazzo.

Qual è stata la tua prima insegnante?
Ricordo le maestre dell’asilo, qualche nome alla rinfusa, idem per le elementari. Perdo colpi a memoria, accipicchia!

Qual è stata la prima persona a cui hai pensato questa mattina?
Me stessa… ho pensato a come sopravvivere nel tragitto letto-macchinetta del caffè.

Dove sei andata la prima volta che hai preso l’aereo?
Barcellona con amiche, a diciott’anni… *sospiromalinconico*

Come si chiama la tua prima migliore amica? Le parli ancora?
Si chiama Angela, è stata la prima perché le nostre madri erano amiche col pancione. E si, le parlo ancora, oggi lei è mamma! *___*

Dove sei stata la prima volta che hai dormito fuori casa?
A dormire da amiche, ma sempre nella mia città.

Qual è stata la prima persona con cui hai parlato oggi?
La mia ‘capa’ a lavoro, se escludiamo il mio ragazzo al telefono.

Di chi era il primo matrimonio a cui hai partecipato?
Memoria, vedi sopra… 

Qual è stata la prima cosa che hai fatto questa mattina?
Prepararmi il caffelatte con latte di soia.

Qual è stata la prima volta che ti sei rotta un osso?
Mai, finora… potrei romperne, all’occorrenza!

Qual è stato il tuo primo piercing?
No piercing! Ho solo un tatoo fatto tre anni fa, e a 13 anni feci il cosiddetto ‘doppio buco’ all’orecchio, utilizzato pochissimo.

Qual è stato il primo paese straniero che hai visitato?
La Slovenia, subito dopo l’Albania, avevo 15 anni.

Qual è stato il primo film che hai visto al cinema da sola?
Da sola non ne ho la più pallida idea. Il primo film credo sia stato L’incantesimo del Lago!

Qual è stato il tuo primo compagno di stanza?
Mia sorella vale? Altrimenti di stanza mai, sempre nelle singole 😉

Qual è la prima cosa che impareresti se ne avessi l’opportunità?
A vivere con superficialità e a fare torte spettacolari. Poi le lingue, tutte oltre a quelle che già so (il che è ovviamente impossibile).

Qual è stata la tua prima lezione di vita?
Non l’ho ancora imparata, suppongo…

UNDICI DOMANDE (SO CHE NE SENTIVATE PROPRIO IL BISOGNO)

Ho quest’insana malattia ossessivo-compulsiva: se vedo una domanda, io devo rispondere. Per forza. E visto che nel blog della dolce Bia ne ho trovate ben undici, eccole qua. Feel free to: copiare, rispondere a vostra volta, aggiungerne altre e riprodurle. Non faccio pagare il copyright, è il mio regalo di Natale!

1. Perché hai aperto il tuo blog?
Perchè stavo per dare i numeri e distruggere qualsiasi cosa/persona io avessi intorno a causa del mio ultimo impiego, quindi ho voluto incanalare tutta quell’energia negativa in una cosa positiva, visto che da sempre scrivo per vivere (e viceversa) ed esiste un proverbio che dice mal comune mezzo gaudio.

2. Come ti chiami realmente?
Lila!

3. Film e libro preferiti? 
Il libro è Neve, di Maxence Fermine. Magari ne ho letti altri migliori, ma ogni volta che mi fanno questa domanda mi viene da rispondere questo. Mi è rimasto dentro per non so quale motivo in particolare. Il film non saprei mai sceglierlo, invece.

4. Quale genere di film preferisci guardare? 
Qualsiasi. Non mi piacciono solo i western e i fantascientifici (salvo Avatar, magari…) e quelli troppo ‘sparatorie, velocità, muscoli e capriole’.

5. C’è un oggetto di cui senti di non poter fare a meno?
Mio malgrado: il cellulare. Ah, e una penna.

6. Ci racconti un ricordo a cui sei particolarmente legato/a?
In generale, amo i ricordi dei Natali in famiglia.

7. Un lavoro che proprio non faresti mai nella tua vita e uno per cui saresti negato/a?
Prima domanda: ahhahahahhahahahahahhahahah. Dopo averli fatti (quasi) tutti, non posso più rispondere!

Seconda domanda: l’agente di commercio.

8. Paesi, città e/o regioni che hai visitato e qual è stato quello che ti ha colpito di più? 
Albania, Stoccolma, Atene, Londra, Barcellona, Slovenia (all’estero).

Poi un pò di Italia (poca). Ma sono molto mainstream: Londra mi è rimasta nel cuore.

9. Parlare di sesso, in generale, è un tabù per te?
Dipende da dove, in che momento, con chi.

10. Se potessi cambiare qualcosa del tuo aspetto fisico e del tuo carattere, quale sarebbe?
Aspetto fisico: 6 cm d’altezza in più (si, esattamente 6) e gambe sottili (sono ovvia?)
Carattere: vorrei decisamente più leggerezza (o superficialità, non so bene come considerarla) e più individualismo, nel senso di ‘capacità di star bene a prescindere dagli altri’.

11. Qual è il tuo piatto preferito?
Tutto ciò che è dolce, e la pizza, ma anche qualsiasi insalata particolare.

Ecco: ora avete delle VITALI informazioni in più su di me! 😉

SUNDAY MORNING, RAIN IS FALLING…

La prima domenica di un mese nuovo, il mese di Natale.

Mese di luci e nastrini e dolci, odore di zucchero e cannella nell’aria, anche la pioggia scintilla, nonostante ci sia un mezzo diluvio universale in tre quarti delle Regioni italiane.

Mese di una nuova era, per me.

Io amo la domenica. Fin quando il lunedì ha voluto dire call center, la domenica era il mio personale rifugio, ma alle otto di sera cominciava a salirmi l’ansia per la nuova settimana, la rabbia, la tristezza, e a suon di camomilla cercavo di sostituire tutto con un po’ di rassegnazione.

Adesso che la situazione è migliorata, invece, ritrovo il gusto della domenica rilassata. E relax vuol dire colori, odori, sapori, lentezza e tempo.

Vuol dire svegliarsi alle nove ma rimanere sotto il mio adorato piumone settestratidimorbidezza, assaporare la felicità di non avere un cronometro puntato e una scadenza da rispettare (è anche  per questo che ogni faccenda domestica di grandi proporzioni io devo sbrigarla il sabato), godersi la libertà di un giorno senza tempo. Prepararsi la colazione, spremuta d’arancia e cornetto, leggere un libro rannicchiata in poltrona, pensare al pranzo o scegliere di regalarsi un pranzo fuori.

Vuol dire avere il tempo di gustarsi una canzone mentre si prepara un dolce, non preoccuparsi se la cucina è cosparsa di zucchero e cacao, gustarsi il calore del forno e uno sguardo che dice ‘sembra proprio Natale, casa, famiglia’.

Vuol dire un giro al centro commerciale già tutto pieno di luci, le famiglie insieme, la gente che sorride – quanto mi commuove la gente che sorride, nonostante tutto? E’una vera infusione di speranza -, pensare ai pochi regali che dovrai fare, ai pacchettini, alla gioia di fare il conto alla rovescia per tornare a casa e rivederli tutti, stringersi insieme davanti al caminetto lamentandosi di aver mangiato troppo ma con la soddisfazione di un pranzo buonissimo perché fatto insieme, cosa rara in tutto l’anno.

Vuol dire godersi la casa calda, la cena fumante mentre fuori piove e piove e non smette di piovere, ma si esce lo stesso per passare da un amico a fargli gli auguri di compleanno, che lamentarsi del diluvio insieme è meglio che farlo da soli.

La domenica è la mia pausa dal mondo.

La vita è semplice, folks. La gioia è semplice. E nelle domeniche come queste, ricordarselo è più facile.

Buon inizio settimana a tutti – Lilaccì modalità smielosa!