GLI OUTSIDERS DELLA VITA

Avete mai pensato di voler cambiare la vostra vita da cima a fondo, così? Uissshhhhh, un colpo di spugna ben assestato e via.

Che si sa, l’animo umano è ‘na cosa brutta e non di facile gestione, siamo perenni insoddisfatti e appena raggiungiamo una meta spostiamo i paletti un km più in là.

E’così da sempre: prima il diploma, poi la laurea, poi il lavoro, poi un lavoro migliore, poi l’aumento (ahahahhahahahahahha), poi il matrimonio, poi i figli, poi la casa, poipoipoipoi. Molti di noi (si, me compresa) si rovinano il fegato a furia di obiettivi e traguardi e finiscono per condividerli insieme al Maalox, caro vecchio fidato amico di tutti i gastritici come me.

Eppure, in questa specie di corsa o ricerca, come vi fa meglio chiamarla, io non ci vedo davvero nulla di male. Cosa sarebbe un’esistenza priva di sogni da realizzare? E, soprattutto se per farlo si lavora tanto, non ci si aspetta nulla in omaggio né in sconto 3×2, e lo si fa nel rispetto altrui, trovo che ci sia tutto da apprezzare e nulla da criticare.

Sarà perché ogni mio piccolissimo, invisibile e personale ‘nastro tagliato’ (dagli studi, ai primi guadagni, a qualsiasi miglioramento che ci sia mai stato nella mia vita) è stato ottenuto con due soli essenziali strumenti: l’olio di gomito, il primo, ed il volgarmente detto MAZZO (bonjour finesse), il secondo. Ormai, dopo aver letto dei miei giorni da operatrice call center, sapete che non sono una dalla strada spianata (e a trent’anni suonati ho capito che né lo sono mai stata, né mai lo sarò).

Sarà per questo che mi IMBESTIALISCO, ma proprio come un toro incazzato rinchiuso in una stanza dalle pareti rosso vivo, quando leggo di quelli che io amo definire gli outsider della vita. Con i social networks, poi, è praticamente routine imbattersi un giorno si e l’altro pure in status o tweet del genere: ‘si, bravi, fatevi imbrigliare dal sistema. gettate i soldi in tasse universitarie, poi trovatevi un lavoro del cazzo e sposatevi, fatevi il mutuo per pagarvi uno schifo di casa dove litigherete con vostra moglie e creperete sulla poltrona da pensionati. io mai, io sono liberoooooooooooooooo!’.

ORA. Partendo dal presupposto che spesso tutto ciò è espresso in un italiano più che discutibile. Quello che più veramente mi fa girare le pelotas a una velocità esorbitante è questo: cosa c’è di sbagliato nell’aspirare ad una vita normale? Una vita che vuol dire un lavoro gratificante, mettere a frutto i propri studi o le proprie attitudini e passioni, una casa, l’indipendenza economica e magari un compagno/a, perché no un gatto, perché no la possibilità di fare un viaggio all’anno. Se tutto ciò viene fatto seguendo sé stessi, ciò che si è, senza ledere ad altri, QUAL E’IL VOSTRO PROBLEMA? No, perché io, per quanto mi ci arrovelli il cervello, non ce la posso fare a comprendervi. Cosa c’è che non va in una persona che, appunto, fissa degli obiettivi e fa ciò che può per raggiungerli?

POI. Punto 2, e più importante. Se tutto questo ‘conformismo’ vi fa così schifo, se siete spiriti liberi delle mie sopracitate pelotas, se non volete vivere secondo i diktat sociali imposti da terzi (ma chi? quando? come? dove?)… PERCHE’SCRIVETE QUESTI STATUS DAL VOSTRO SMARTPHONE, CHE VI HA REGALATO VOSTRO PADRE IN QUANTO VOI NON LAVORATE, COMODAMENTE ADAGIATI SUL VOSTRO LETTO DELLA VOSTRA CAMERETTA (DELLA CASA GENITORIALE O DELLA RESIDENZA UNIVERSITARIA DOVE SIETE PARCHEGGIATI DA NON SI SA PIU’QUANTI ANNI SENZA VALIDI MOTIVI), anziché farlo dalla Sierra Leone mentre aiutate le popolazioni del luogo o dalla Cina dove siete diventati imprenditori con una vostra personale risaia? Perché invece di sparare a zero su chi ogni giorno porta avanti le sue battaglie personali per essere fiero di sé stesso non andate a cambiare il mondo, ma per davvero?

Ecco, io non lo accetto. Non posso accettare di sentirmi dire che sono una conformista perché voglio un lavoro, un mio stipendio, un compagno e una famiglia. Non posso accettare proprio di sentirmi giudicare come banale e scontata perché non ho deciso di vivere di riflessioni filosofiche, sorseggiare assenzio tutte le sere perché fa figo e dire che l’amore è solo un’illusoria condizione psicofisica creata dall’uomo per riempire i suoi vuoti. Non accetto che sminuiate tutto il lavoro fatto in questi miei primi trent’anni, in un Paese in crisi, con tutti a dire che non c’è nulla da salvare e nulla per cui restare, solo perché volete fare i Bukowski de’noatri mentre dovreste solo vergognarvi per la vita che conducete, ancora, a trent’anni.

Venitemelo a dire solo il giorno in cui sarete a Monculandia a occuparvi di diritti civili e dimostrare concretamente che non c’è bisogno di lavorare e costruirsi una vita per non essere dei parassiti.

Fino ad allora, per favore, statevene zitti.

 

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6 pensieri su “GLI OUTSIDERS DELLA VITA

  1. Cara mia, tu sei matura, loro no! E secondo me c’è anche un pizzico di invidia negli occhi di chi critica quella che viene definita “normalità”. Che dire, non ti curar di loro ma guarda e passa… Quando l’obiettivo è la propria felicità (qualsiasi sia il mezzo e qualsiasi tipo di felicità sia), d’altra parte, non c’è niente che possa scalfirti! 😉

    • Ciao Bia bella!! Come stai??
      Credo anch’io che sia una questione di maturità, oltre che di intelligenza base, per così dire. La felicità è soggettiva e personale, anche se, sinceramente, credo che la realizzazione privata e professionale sia comune a quasi tutti. Poi, se uno vuol fare l’uccel di bosco e diventare un artista di strada, lo faccia… ma almeno FACCIA QUALCOSA, ecco ciò che mi irrita! …Mi irrita, ma non mi scalfisce mica 😉

  2. adesso è di moda così…come è di moda dire che natale è una festa consumistica e che san valentino lo festeggiano di più quelli che portano le corna e che la festa della donna dovrebbe essere sempre e non solo un giorno e poi vanno a fare le oche davanti agli spogliarelli maschili (che non ce l’ho con lo spogliarello, ma con l’atteggaimento da oche in libertà)

    E’ figo essere contro la normalità, ma penso che in fondo è proprio quella che desiderano

    • Agrimonia…. PERFETTO! Condivido ogni tua singola sillaba… è esattamente così! Anche se di figo non ci trovo proprio nulla… Sono solo irritanti ed alquanto banali! Non sarebbe più sano, semplice ed interessante ammettere che la normalità è piacevole ed è il desiderio medio di ognuno, ovviamente ciascuno a suo modo?? 😉

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