…LIBERTA’E’IL NOME DI UNA BUGIA

A volte le catene si spezzano.

E’impensabile, direte voi, sono catene.

E invece succede. Un pò come i sogni che si infrangono, le aspettative che deludono eccetera.

Ed è bello quando queste catene erano pesanti, oppressive, non volute, imposte.

Si spezzano ed è gioia, libertà, euforia, possibilità dispiegate come un lenzuolo che dalla cesta si distende sul filo, niente mollette, solo luce e vento.

Poi però ci sono le altre.

Ci sono quelle catene che non pesano pur essendo massicce, doppie, imponenti.

Ci sono le catene che forse è gomma, poliestere, non so, ma non è nulla di doloroso, solo tanto forte e rassicurante.

Quelle catene che dovrebbero chiamarsi, più probabilmente, àncore.

Catene che abbiamo trovato, scelto, sostenuto, in cui ci siamo avvolti come in una rete protettiva, che abbiamo usato per tenere al sicuro qualcuno e tenerci saldi, fermi, anche al centro di un mare ogni giorno più cattivo e agitato.

Succede che si spezzino, ma non è mai una cosa bella.

Lasciano sempre vuoto, tristezza, smarrimento. Lasciano dentro un nero seppia mai visto su nessuna tela, cavolo se fa paura…

Non ho segni sui polsi, ma so che da qualche parte non visibile e non ben identificata, sotto la pelle e le vene e il sangue e i nervi, c’è un punto di me che è devastato dalle cicatrici.

Ci siamo fatti un male intenzionale, autodeciso, imposto, sorprendentemente famelico. Sbagliato, si, così sbagliato.

Noi che eravamo solo parole e sussurri e mani salde, come àncore, oggi cosa c’è di tutto questo? Ferite, cicatrici, sembra tutto un film splatter di quarta qualità.

Il cuore non è buono più neppure per un macellaio, da rivendere a un quarto del prezzo originale.

Io le volevo, quelle catene. Disperatamente.

E’adesso che sono davvero prigioniera.

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4 pensieri su “…LIBERTA’E’IL NOME DI UNA BUGIA

  1. perchè questo post mi fa pensare tanto a lifeline di Anastasia? Perchè mi piace tanto quella canzone, nonostante la vena malinconica?
    Perchè non provi a pensare a fili da riannodare, con un bel fiocchetto pure, piuttosto che a catene, che solo il nome evoca pesantezza, e che quando le hai spezzate per risaldarle devi applicare grande sforzo?
    Comunque sia, un bacio

    ps: proprio un post da lunedì, eh?!

    • Piace tanto anche a me, Violetta! E non a caso 😉
      …è che io non sono proprio da fili e fiocchetti… Sono da catene e catenacci, e se proprio devono essere fili, che siano di ferro! (eggià, proprio un post da lunedì: non ci farò mai pace, presumo…) Doppio bacio per te!

  2. Io credo che non bisogna mai avere paura di essere liberi dalle catene, anche se pensiamo che ci servano, anche se erano una comoda corazza. E in ogni caso tutto quel che si spezza, volendo, si può ricostruire. O magari anche solo provarci 🙂

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