EDULCORAMI LA VITA

caramelle

Edulcorate o morte. E non parlo delle tazzine di caffé, ma delle vite.

Le nostre, quelle di tutti.

Ormai la quotidianità pare una ricerca spasmodica al dolce, zuccheroso, cuoricioso in ogni dove. E, ragazzi, per me che ho sempre amato l’agrodolce, tendo al melodrammatico e sono amara con punte di acidità spesso e volentieri, tutto questo saccarosio a sacchi è quasi insopportabile.

Da quando siamo tutti scrittori, storyteller, giornalisti de’noantri grazie ai social e ai blog, sembra che non sia più possibile avere le scatole scassate o le balls girate, essere incazzati o dissentire. Per un periodo, l’ironia acidella è andata anche di moda: ma ultimamente, complici le fashion blogger tutte macarons e cuoricini, se provi a dire che ti sei svegliato col piede storto, hai acceso la tv e ti è venuta voglia di spaccare il mondo perché è tutto sbagliato, vieni tacciato di pessimismo, pesantezza, invidia nei confronti altrui e perchènonproviasorridereallavitacheleitisorriderà.

Bisogna essere positivi, scattanti, fare colazione coi biscotti a forma di farfalla e le fragole rosso vivo – se per caso dal fruttivendolo ve ne hanno data una vaschetta un pò sbiadita, è consentito passarci sopra una mano di smalto per unghie effetto gel, così siete sicuri che in foto sbrilluccicheranno come devono -. Bisogna parlare di sogni realizzati, di karma che vi dice bene perché siete stati bravissimi e avete voluto solo gioia e felicità per gli altri; di come il sole vi renda felici e allegrissimi anche se mentre tutto il mondo è al mare voi siete chiusi in ufficio, di come la pioggia vi renda sereni e il suo rumore vi ispiri profonde riflessioni anche se siete imbottigliati nel traffico e già in ritardo di un quarto d’ora.

Non azzardatevi a dire che state passando un periodo del caiser, che il pianeta terra vi sembra un posto non proprio friendly, che la ggente, tranne rare eccezioni, non vi sta poi troppo simpatica perché avete deciso di non tollerarne i comportamenti bipolari.

Verrete giudicati dei gatti neri, dei dispersori di energia positiva (quando capirò cos’è ve lo faccio sapere, giuro), come osate fare colazione con una tazza di caffé al volo perché non c’avete tempo? Dovete trovare il tempo per voi, per godervi le piccole gioie della vita, per pubblicare post rosa Barbie su Facebook e per impostare come sfondo del vostro cellulare una foto di zucchero filato e stelline luccicose (non sapete cosa voglia dire luccicose? Bene, dovete impararlo, insieme ai cuori è uno dei cardini della filosofia degli Edulcoranti Umani) o in alternativa di fiorellini.

Ini, si, perché a Zuccherolandia si parla per diminutivi: tutti i ‘posti’, diventano ‘posticini’, tutti gli oggetti saranno ‘oggettini’ e vi renderanno così felici, oh si!

E invece oh no. Io queste vite uguali, copie conformi l’una dell’altra, con la gara a chi è più rosa, più sorridente, più felice, più zen e in pace con sé stesso/a non le apprezzo affatto.

A me piacciono gli esseri umani (si, come a quel bel figliuolo di Mengoni) che hanno il coraggio di incazzarsi, di rimanere sé stessi, di non trasformarsi in banderuole che vanno dove e come va il vento solo perché hanno subodorato che potrebbe esserci qualcosa di meglio. Mi piace chi resta dov’è, com’è, chi si evolve personalmente senza per questo elemosinare attenzioni dai gradini più alti, ridicolizzandosi, o tentare di apparire qualcuno/qualcosa che non è né mai sarà, come se la Littizzetto decidesse improvvisamente di vivere come se fosse Belen: credetemi, se somigliate alla Littizzetto lasciate perdere, per carità.

L’ho già scritto qui una volta, a proposito d’arte, ma vale per ogni aspetto della vita: preferisco la miseria e i miserabili, e con questo intendo dire che la mia ammirazione e la mia stima andranno sempre per i veri, gli scomodi, gli scazzati, quelli che magari si rovinano un pomeriggio e si tormentano per una brutta notizia ascoltata al tg, anche quando non li riguarda personalmente. Mi dispiace, ma gli edulcoranti artificiali fanno male: tento di eliminarli dalla mia dieta e idem faccio per la mia esistenza.

Con questo non vuol dire che io disprezzi il dolce, ma preferisco un quadretto di cioccolata fondente o il miele sulla frutta: cose pure, cose reali, cose naturali e spontanee. Preferisco un sorriso di qualcuno che ne riserva pochi per le occasioni speciali, preferisco chi sa dosare le parole per i giorni davvero importanti piuttosto che sventolare dalla finestra paroloni quotidiani. Mi dispiace, ma io voglio uno sfondo nero da cambiare quando davvero scoppia l’arcobaleno.

Di cose false, gommose e plasticose ce ne sono già troppe. Continuerò a scrivere favole che non è detto avranno un lieto fine, continuerò a svegliarmi male il lunedì e forse anche tutti gli altri giorni fino al venerdì, continuerò ad ammettere che vivo una vita incasinata di cui ancora non ho trovato il senso preciso e che non ho idea di come andrà domani, forse anche peggio di così, perché al momento non c’è UNA COSA che mi vada dritta nonostante anche stamattina io abbia fatto colazione con fragole e ciliegie di uno splendido rosso (e vi giuro, esistevano ed erano saporite anche se non le ho pubblicate su Instagram).

Continuerò a dire la mia che vi piaccia o no, e come sempre, come faccio da un pò di tempo e non mi sono ancora pentita di aver iniziato a fare, ribadisco che se i vostri amici sono coloro che vi danno sempre ragione, che la verità non ve la schiaffano in faccia ma preferiscono pugnalarvela alle spalle, è evidente che tra i vostri amici non ci sono io.

Poi oh, se un giorno la mia vita dovesse improvvisamente diventare un insieme di cosine perfette e luccicose, avrò modo di ricredermi.

Per ora, scusate se urto la vostra sensibilità e il vostro equilibrio karmico, resto a dieta di falsità.

E di cazzate, anche.

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6 pensieri su “EDULCORAMI LA VITA

  1. Dubito sospettosamente di tutti quelli che vedono sempre il mondo rosa: sa di posticcio, di posa plastica fatta apposta per essere guardati, in fin dei conti sa di nulla. Come le torte di pasta di zucchero. Che ti devo dire, a me piace il fondente 90%. :*

  2. Condivido e sottoscrivo. D’ora in poi questo post sarà il mio must, il mio mantra, il mio manifesto! Complimenti per quello che hai scritto, ma soprattutto per COME lo hai scritto!

  3. Cara Lila, io ci avrei aggiunto pure un bel “E ‘sti cazzi!!”
    Il problema è che c’è gente che crede che quelle rappresentazioni siano la vita vera di qualcuno, e perde tempo per cercare di ricrearle. Non che una persona non debba impegnarsi per migliorare la propria vita, e quella degli altri pure se possibile, ma renderla il 3D di una rivista patinata mi sembra una gran cavolata!
    E con questo mi ritiro!
    Un bacio

    • Violetta, la penso come te. Ok migliorarsi, ma esaurirsi alla ricerca di a)qualcosa che non esiste, b)qualcosa che è innaturale per sé stessi al solo scopo di apparire… bah, mi si ritorcono le budella! 😉 Un bacio anche a te!

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